Juventusnews24
·15 de março de 2026
Spalletti maestro anche…del look! Gazzetta posa la lente d’ingrandimento su quel dettaglio iconico di Lucio

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·15 de março de 2026

Il campo da calcio è diventato a tutti gli effetti un’estensione delle passerelle di alta moda. Dalle eccentricità sudamericane fino al rigore sartoriale europeo, l’immagine degli allenatori attira ormai la stessa attenzione delle loro scelte tattiche. Ma in questa affascinante sfilata a bordocampo, tra completi su misura e tute sportive, spicca su tutti la figura magnetica di chi ha trasformato il capospalla in una vera e propria corazza da battaglia. Oggi La Gazzetta dello Sport ha proposto queste “categorie”.
C’è chi non ha paura di osare, come l’ecuadoriano Segundo Castillo: l’allenatore del Barcelona di Guayaquil è finito persino sulle pagine di Vogue grazie ai suoi smoking leopardati e rosa shocking. Una sfrontatezza stilistica che fa da contraltare all’estetica di Julian Nagelsmann. Il c.t. della Germania, pronto a dare battaglia al prossimo Mondiale, ha sdoganato il piumino multicolor: una scelta discutibile per i puristi, ma che riflette perfettamente il suo calcio aggressivo e spregiudicato.
Quando si parla di capispalla, però, la scena italiana è dominata incontrastata da Luciano Spalletti. Il tecnico della Juventus ha elevato il suo iconico “cappottone” lungo a vero e proprio marchio di fabbrica. Raccogliendo l’eredità dell’eleganza chic del soprabito sfoggiato da Roberto Mancini ai tempi dell’Europeo, Spalletti ha imposto un’estetica diversa, più viscerale e imponente. Sulla panchina bianconera, il suo lungo mantello scuro non è solo un indumento, ma un’armatura teatrale che ne amplifica il carisma. Che sia immobile a scrutare il campo o intento a sbracciarsi per richiamare la squadra, il cappotto di Spalletti conferisce all’allenatore toscano un’eleganza ruvida e autoritaria, capace di riempire l’area tecnica con una presenza scenica semplicemente inarrivabile.
A fargli da contraltare c’è Massimiliano Allegri, oggi al Milan, noto per i suoi rabbiosi spogliarelli a bordocampo per sfogare la tensione. Fu proprio lui a lanciare il dibattito contro le giacche a vento, sostenendo che l’abito formale fosse un dovere aziendale. Una filosofia condivisa Oltremanica dall’impeccabile Scott Parker e dall’ex c.t. inglese Gareth Southgate, maestri assoluti del tre pezzi di sartoria british.
La rivoluzione dell’immagine in panchina affonda le radici nello Special One. Impossibile dimenticare il cappotto griffato del primo José Mourinho al Chelsea, capace di renderlo una star globale persino più dei suoi calciatori. Oggi il portoghese ha ceduto a outfit meno formali, lasciando spazio al minimalismo tattico e stilistico di Pep Guardiola, che con il suo intramontabile maglioncino a V ha dettato legge per un decennio.
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