Juventusnews24
·03 de março de 2026
Spalletti, svelato il retroscena: «video di un top team»? Ai giocatori Juve ha mostrato un collage di loro stessi

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Il “metodo Luciano Spalletti” non è solo una questione di schemi tattici o preparazione atletica; è, prima di tutto, una chirurgia della psiche. In un momento delicatissimo della stagione, con le scorie dell’eliminazione dalla Champions League per mano del Galatasaray ancora presenti, il tecnico toscano ha dovuto ricostruire le fondamenta morali della Juventus. La doppia sfida europea, culminata nei nervi tesi dei supplementari e nel colpo ferale di Osimhen, aveva lasciato il gruppo svuotato.
Per curare queste ferite, Spalletti, con il supporto del match analyst Riccardo Scirea, ha scelto una via controintuitiva. Durante la riunione tecnica pre-Roma, non ha mostrato i modelli del suo Napoli o di altre corazzate europee come da lui stesso fatto intendere in un’intervista alla Rai, ma ha proiettato un “film verità” della Juventus stessa. Un collage dei momenti in cui i bianconeri sono stati padroni assoluti del campo, confrontandosi a testa alta contro ogni avversario. Il messaggio ai giocatori è stato un esercizio di autostima pura: «Se riuscite ad avvicinarvi, non dico ad essere come loro, ma almeno ad avvicinarvi a questo livello allora sarò soddisfatto». A riportarlo è Tuttosport.
Questa tecnica psicologica mira a eliminare gli alibi, legittimando il potenziale dei singoli e ricordando alla squadra che, quando “si veste da Juve”, diventa un ostacolo insormontabile per chiunque. Il rammarico di Spalletti resta il mese di febbraio, dove l’entusiasmo generato dalle vittorie di gennaio su Napoli e Sassuolo si è spento troppo presto. Tuttavia, la solidità mostrata nel pareggio di Roma conferma che l‘orgoglio bianconero è tornato “granitico”.
Ora, però, la gestione dei sentimenti deve lasciare spazio alla freddezza dei numeri. Spalletti ha passato al setaccio ogni errore individuale dell’Olimpico con un report accurato, dai calci piazzati alla mancata neutralizzazione di Pisilli e Malen. Il mese di marzo e l’inizio di aprile rappresentano un bivio senza ritorno per la corsa Champions: le sfide contro Pisa, Udinese, Sassuolo e Genoa impongono un bottino pieno. Dodici punti che non ammettono verbi al condizionale per blindare il ritorno nell’Europa che conta.
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