Calcio e Finanza
·06 de janeiro de 2026
United, il peso del post Ferguson: 125 milioni per esoneri e licenziamenti

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·06 de janeiro de 2026

Il Manchester United non trova pace. I Red Devils hanno esonerato il tecnico portoghese Ruben Amorim dopo poco più di un anno dal suo arrivo e sono pronti a ripartire con un nuovo allenatore, per cercare di invertire un trend – quello iniziato con l’addio di Sir Alex Ferguson – che dura decisamente da troppo tempo.
Dal 2013 a oggi, il club di Manchester non è più riuscito a vincere in nessuna delle competizioni più rilevanti tra quelle a cui partecipa – Premier League o Champions League – conquistando solamente alcuni trofei a livello nazionale e uno in Europa: due FA Cup, due Carabao Cup, due Community Shield e una Europa League.
Dopo 27 anni con Ferguson alla guida, lo United è entrato in un vortice di allenatori nel quale i più longevi – Ole Gunnar Solskjær, Josè Mourinho ed Erik ten Hag – sono durati poco più di due anni. Una politica che è costata parecchio per una società che negli ultimi anni sta cercando di tagliare i costi, soprattutto fuori dal campo, come mostrano i licenziamenti successivi all’ingresso di Sir Jim Ratcliffe tra gli azionisti.
Costi ai quali si sono sommati anche quelli degli addi di diversi dirigenti, per un totale che – secondo l’esperto di finanza calcistica Kieran Maguire – ammonta a quasi 108 milioni di sterline (125 milioni di euro, al cambio attuale). Sì va dai 2,4 milioni di sterline riconosciuti a Ferguson come buonuscita, fino al record di 23,8 milioni di sterline nel 2022 tra Ole Gunnar Solskjær e Ralf Rngnick, ma anche l’addio di Ed Woodward.
Di seguito, i costi sostenuti dai Red Devils tra esoneri e addii di alcuni manager dal 2013 in avanti:









































