Milannews24
·18. Februar 2026
Calori su Massimiliano Allegri: «Si critica un vincente, ha coraggio su Leao e Loftus-Cheek»

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Il momento del Milan è stato analizzato con attenzione da Alessandro Calori, ex difensore e allenatore toscano noto per la sua grande esperienza nel calcio italiano. Secondo il parere dell’ospite radiofonico, le critiche rivolte a Massimiliano Allegri, tecnico plurititolato e attuale guida della panchina rossonera, risultano spesso fuori luogo se rapportate al palmarès e alla capacità di lettura delle partite del mister toscano. La forza dell’allenatore risiede nella capacità di plasmare il modulo in base alle risorse a disposizione, senza rimanere ancorato a schemi rigidi.
Un esempio lampante di questa duttilità è l’impiego di Ruben Loftus-Cheek, centrocampista britannico di grande potenza fisica, che il mister ha saputo “inventare” nel ruolo di incursore a ridosso della prima punta per sfruttarne le doti atletiche. Calori ha inoltre sottolineato la gestione di Rafael Leao, l’ala portoghese fuoriclasse della squadra, che è stato inizialmente escluso per scelta tecnica durante un periodo di scarsa forma. Questa decisione dimostra, secondo l’ex calciatore, il coraggio di un tecnico che non guarda in faccia ai nomi ma punta esclusivamente all’obiettivo finale, adattandosi costantemente alle caratteristiche del proprio organico.
Durante l’intervento mattutino sulle frequenze di Radio Serie A, Alessandro Calori si è espresso in questi termini riguardo al lavoro del tecnico:
ALLEGRI – «Credo che Allegri spesse volte viene criticato in maniera inopportuna, per uno che ha vinto come lui. Ora il Milan ha una punta che si è adattata ma Allegri si inventa Loftus-Cheek che fa l’uomo vicino alla prima punta; Leao, che era sicuramente in un momento non buono, non lo fa giocare perché ha il coraggio di non farlo giocare. Prima di fare una critica ad Allegri io ci penserei mille volte. È un allenatore che, come dice sempre senza fare tanti giri di parole, è interessato al risultato e ad arrivare dove deve arrivare. Poi lui si adatta alle caratteristiche dei giocatori che ha a disposizione».









































