Juventusnews24
·20 April 2026
Bonucci si sbilancia: «Vorrei Guardiola alla guida della Nazionale. Su Bastoni al Barcellona…»

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Da Madrid, in occasione della prestigiosa cerimonia dei Laureus Sport Awards, Leonardo Bonucci ha scosso l’ambiente azzurro lanciando una proposta ambiziosa per il futuro della panchina dell’Italia. L’ex difensore, attualmente impegnato come collaboratore della FIGC, non ha usato giri di parole per indicare il profilo ideale a cui affidare la rinascita della Nazionale, puntando direttamente al tecnico del Manchester City:
«Seguendo la lista di nomi che sono stati fatti in questi giorni se veramente c’è voglia di ricominciare io ripartirei dalla possibilità accennata di avere Pep Guardiola, perché avere lui vorrebbe dire apportare un cambio netto rispetto a tutto quello che è stato il passato. Penso sia molto difficile, però sognare in questo momento non costa nulla».
Oltre a commentare i possibili scenari per la guida tecnica, Bonucci ha fatto chiarezza sulle sue attuali mansioni federali: «Mi è stato chiesto di fare ancora da ponte per la parte di scouting dei giovani e dei ragazzi che possono essere convocati per le partite di giugno».
L’analisi di Bonucci si è poi spostata sul mercato internazionale, in particolare sulle voci che accostano Alessandro Bastoni al Barcellona. Secondo l’ex centrale juventino, il difensore dell’Inter possiede il DNA perfetto per i blaugrana, nonostante le insidie tattiche del calcio spagnolo:
«Il suo modo di intendere il calcio e le sue caratteristiche si sposano alla perfezione con lo stile del Barcellona. È un difensore molto tecnico con grande visione di gioco, potrebbe avere qualche problema con gli spazi che lascia il Barça, ma lì molto sta nella crescita individuale e personale che ti porta a saper leggere tutte le situazioni e anticiparle in modo da non trovarti in difficoltà. Bastoni è ancora giovane, ha 27 anni e quindi altri 6-7 ad alto livello, e spero che anche per la Nazionale possa ritrovare quella serenità e quella sicurezza che lo ha contraddistinto negli anni vittoriosi con l’Italia e con l’Inter».









































