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·18 March 2026

Clamoroso in Coppa d’Africa: Senegal ko a tavolino, Marocco campione due mesi dopo

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Dalla delusione sul campo al trionfo decretato a tavolino. A due mesi dalla sconfitta subita col Senegal nella finale della Coppa d’Africa giocata a Rabat e persa 1-0 ai supplementari dopo un rigore sbagliato da Brahim Diaz, definita da subito «la partita della vergogna», il Marocco può festeggiare a sorpresa la conquista del trofeo.

La Confederazione africana di calcio ha infatti accolto il ricorso che già all’indomani della finale aveva presentato anche alla FIFA la Federcalcio marocchina, lamentando il momentaneo abbandono del campo da parte dei Leoni del Teranga dopo il penalty assegnato al Marocco nel finale dei tempi regolamentari. «Una situazione – sottolineava la federazione – che ha avuto un pesante impatto sul regolare svolgimento della partita e sulla prestazione dei giocatori». La sfida era poi ripresa dopo circa mezz’ora di stop.


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In una dichiarazione, il Comitato d’appello della CAF ha reso noto di aver «deciso, in conformità con l’articolo 84 del Regolamento della Coppa d’Africa, di dichiarare la nazionale senegalese sconfitta a tavolino nella finale della Coppa d’Africa 2025, ratificando il risultato con una vittoria per 3-0 del Marocco». La norma citata stabilisce che «se, per qualsiasi motivo, una squadra lascia il campo prima della fine prevista della partita senza il permesso dell’arbitro, sarà considerata perdente e verrà definitivamente eliminata dalla competizione».

La finale era stata appunto definita «la partita della vergogna» per l’Africa, dato il suo surreale epilogo. «Mi scuso col calcio, non avrei dovuto ritirare la squadra», aveva detto a caldo il Ct del Senegal, Pepe Thiaw, che aveva invitato i suoi a tornare negli spogliatoi dopo l’assegnazione del rigore al Marocco.

Sadio Mané, la stella senegalese, era riuscito a calmare le acque a far rientrare i suoi compagni ma per una decina di minuti sul campo e sugli spalti era successo di tutto. Dopo l’errore dal dischetto del giocatore del Real Madrid, ai supplementari era arrivata la rete decisiva di Pape Gueye, che aveva ammutolito lo stadio della capitale ma acceso le polemiche, tanto che la CAF aveva comunque acceso un faro su quanto accaduto.

Due mesi dopo, la decisione che cambia la storia e cerca di ridare dignità al calcio africano che dalla vicenda era uscito piuttosto male. In una dichiarazione, la Federazione calcistica del Marocco ha precisato che «la sua azione non è mai stata intesa a contestare la prestazione sportiva delle squadre partecipanti alla competizione, ma unicamente a richiedere l’applicazione del regolamento di gara. La Federazione ribadisce il suo impegno a rispettare le regole, la chiarezza del quadro competitivo e la stabilità delle competizioni africane».

Le decisioni del Comitato d’Appello della CAF possono essere impugnate dinanzi al Tribunale Arbitrale dello Sport entro dieci giorni. Alla fine di gennaio, la Confederazione Africana di Calcio (CAF) ha imposto una serie di sanzioni disciplinari, tra cui multe per diverse centinaia di migliaia di euro, alle federazioni di entrambi i paesi per condotta antisportiva e violazione dei principi del fair play. Il processo d’appello contro 18 tifosi senegalesi, incarcerati dalla finale e condannati a pene detentive da tre mesi a un anno per “teppismo”, previsto per lunedì, è stato rinviato al 30 marzo.

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