Contestazione tifosi, Mattei attacca: «A Lotito non cambia nulla se la squadra arriva settima o ottava! Lui crede che…» | OneFootball

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·30 de marzo de 2026

Contestazione tifosi, Mattei attacca: «A Lotito non cambia nulla se la squadra arriva settima o ottava! Lui crede che…»

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Contestazione tifosi. Il giornalista Stefano Mattei ha rilasciato delle dichiarazioni relative al presidente dei biancocelesti Claudio Lotito

La contestazione dei tifosi della Lazio continua a far discutere e ad alimentare il dibattito attorno al momento delicato vissuto dal club biancoceleste. A tornare sull’argomento, con toni molto duri, è stato Stefano Mattei, intervenuto ai microfoni di Radiosei per analizzare il rapporto sempre più complicato tra la piazza e il presidente Claudio Lotito. Le sue considerazioni fotografano un clima di forte tensione, con lo stadio che rischia di svuotarsi ancora da qui alla fine della stagione e con una frattura che, secondo il giornalista, appare sempre più evidente.

Nel suo intervento, Mattei ha puntato l’attenzione sia sulla gestione della comunicazione societaria sia su un malcontento che, a suo giudizio, nasce da problemi strutturali e non più rinviabili. Le sue parole:


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PIANO QUINQUENNALE – «Il piano quinquennale doveva essere annunciato giorni fa, non vorrei venisse svelato il primo aprile. Lotito non è laziale e non ha nulla di laziale, ecco perché parla in quel modo della storia del club. Per lui la Lazio è nata nel 2004».

TIFOSI – «Io penso che da qui alla fine del campionato sarà così: stadio deserto, o quasi. Si chiede a 30mila persone che hanno pagato l’abbonamento e ad altre che pagano il biglietto, di fare un passo indietro quando il presidente non lo fa. Credo quindi che si andrà avanti in questo modo e io sono con i tifosi. Se il presidente non viole fare niente, accetterà poi le conseguenze, anche economiche, di questa assenza. Se a Formello pensano che ci saranno ancora 30mila abbonati, si sbagliano».

SOLDI – «Il problema è soltanto uno, anche se si cerca di nasconderlo: mancano i soldi. Il presidente è più interessato alla politica, poi se la Lazio arriva settima o ottava non gli cambia nulla, purché si galleggi».

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