ASSE: identificato il nuovo Lucas Gourna, Oswaldo Mendy? | OneFootball

ASSE: identificato il nuovo Lucas Gourna, Oswaldo Mendy? | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Peuple-Vert.fr

Peuple-Vert.fr

·1 ottobre 2026

ASSE: identificato il nuovo Lucas Gourna, Oswaldo Mendy?

Immagine dell'articolo:ASSE: identificato il nuovo Lucas Gourna, Oswaldo Mendy?

Oswaldo Mendy si impone come uno dei profili da seguire della generazione 2010 dell’ASSE. Arrivato nel Forez nel luglio 2025, il centrocampista continua la sua crescita con gli U17 e comincia già ad assaporare il livello U19 National. Il suo ex allenatore racconta di un giocatore tanto intelligente nel gioco quanto prezioso nella vita del gruppo.

Nato il 5 gennaio 2010, Oswaldo Mendy ha avuto una crescita costante fin dai suoi inizi nel calcio. Dopo aver cominciato a Viry-Châtillon, il giovane centrocampista passa al Grigny negli U11. Qui prosegue la sua formazione prima di approdare all’ASSE nel luglio 2025. Nel Forez, supera progressivamente le varie tappe e ora attira l’attenzione per le sue prestazioni con gli U17.


OneFootball Video


In questa stagione, Oswaldo Mendy ha anche collezionato diverse presenze con gli U19 National. Un’esperienza già significativa per un giocatore della sua generazione. Si è messo particolarmente in mostra nella trasferta dell’ASSE a Marsiglia. Contro l’OM, è andato a segno in una partita poi conclusa con un pareggio 2-2.

Oswaldo Mendy, un centrocampista che ama il pallone

Per capire meglio il profilo di Oswaldo Mendy, il suo ex allenatore insiste anzitutto sulla sua intelligenza di gioco. Il giocatore del Saint-Étienne è un centrocampista centrale polivalente. Può giocare da mediano davanti alla difesa, ma anche nel ruolo di mezzala.

Durante il suo percorso di formazione, è stato però impiegato soprattutto davanti alla difesa. Una scelta spiegata da diverse qualità già ben individuate. «Lo abbiamo utilizzato molto davanti alla difesa in particolare per la sua intelligenza di gioco, la sua lettura delle traiettorie e la sua capacità di impostare anche sotto pressione», spiega il suo ex allenatore.

Oswaldo Mendy non è dunque un giocatore che cerca di liberarsi del pallone non appena l’avversario viene a pressarlo. Al contrario. Chiede il pallone e accetta di giocare sotto pressione. Una qualità particolarmente interessante per un centrocampista centrale.

La sua padronanza tecnica gli permette poi di mettere al sicuro il possesso, ma anche di far avanzare il gioco. Ha questa capacità di individuare gli spazi e le traiettorie prima ancora di ricevere il pallone. Un’arma preziosa in una zona in cui la minima perdita può rapidamente mettere la squadra in difficoltà.

Il suo profilo corrisponde quindi più a quello di un centrocampista capace di controllare il ritmo e organizzare la prima costruzione. Una caratteristica che spiega perché sia stato regolarmente schierato davanti alla difesa durante i suoi anni di formazione.

Un leader con ancora margini di crescita

Se Oswaldo Mendy possiede già una vera maturità nell’uso del pallone, il suo ex allenatore individua anche diversi aspetti su cui può ancora migliorare. Quando gioca più avanti, nel ruolo di mezzala, il giocatore del Saint-Étienne deve ancora guadagnare in verticalità.

L’obiettivo è chiaro: rompere di più le linee, inserirsi con maggiore regolarità e riuscire a trovare l’ultimo passaggio. Il suo impatto offensivo può ancora crescere, soprattutto negli ultimi trenta metri.

Le sue statistiche riflettono questo margine di crescita. Oswaldo Mendy non fa ancora parte dei giocatori che segnano con regolarità o servono molti assist. La sua influenza oggi si colloca soprattutto nella costruzione e nell’equilibrio del gioco.

Ma il suo profilo potrebbe evolversi con gli anni. Acquisendo più capacità di inserimento e assumendosi maggiori rischi nelle zone offensive, potrebbe aggiungere una nuova dimensione al suo gioco. Un aspetto che sta cercando di sviluppare, visto che si è trasformato in marcatore anche contro il Villefranche con gli U17 nazionali (3-3).

Il suo potenziale, del resto, non si limita alle sue qualità tecniche. Il suo ex allenatore descrive anche un ragazzo «educato, ben cresciuto e ben formato». Soprattutto, Oswaldo Mendy ha rapidamente assunto un ruolo importante nei vari gruppi di cui ha fatto parte.

Ha indossato molto spesso, anzi quasi sempre, la fascia da capitano con la sua generazione. Anche quando giocava sotto età, riusciva a mantenere un’influenza importante sul collettivo. Una responsabilità che si assumeva in modo naturale.

Questa capacità di unire il gruppo costituisce uno dei suoi altri punti di forza. «È un vero leader, rispettato dai compagni e capace di assumersi responsabilità all’interno di un gruppo», racconta il suo ex allenatore.

Un aneddoto illustra perfettamente questo stato d’animo. Quando giocava con gli U14, Oswaldo Mendy aveva disputato una partita di campionato prima di raggiungere rapidamente la sua squadra per partecipare a un torneo internazionale. La competizione riuniva in particolare diversi prestigiosi club portoghesi, olandesi e belgi.

Nonostante la fatica accumulata, il giovane centrocampista era arrivato con tantissima energia e voglia. Il suo allenatore ricorda un giocatore che sembrava non aver disputato una partita poche ore prima. Un atteggiamento che riassume bene il suo impegno verso il collettivo.

Dopo Viry-Châtillon e Grigny, Oswaldo Mendy prosegue dunque ora il suo percorso nel Forez. Arrivato all’ASSE nel luglio 2025, il centrocampista della generazione 2010 comincia già a salire di categoria. Le sue prestazioni con gli U17, e poi le sue convocazioni sotto età negli U19 National, testimoniano questa crescita.

Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇫🇷 qui.

Visualizza l' imprint del creator