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·24 febbraio 2026

Friedkin, la grande ambizione: si può vincere con sostenibilità

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CORRIERE DELLO SPORT (Giorgio Marota) – Se questa Roma fosse un film, si ispirerebbe alla Grande Bellezza di Sorrentino. Dan Friedkin, produttore cinematografico affermato oltre che businessman nel campo delle automobili, dello sport e delle strutture alberghiere di lusso, non sta badando a spese per costruire il suo manifesto imprenditoriale. Il tycoon texano, con un patrimonio personale da 10 miliardi secondo Forbes, ha infatti messo sul piatto oltre un miliardo da quando si è lanciato nell’avventura romanista, acquistando il club, favorendo l’uscita dalla borsa e coprendo le perdite con più di 800 milioni di versamenti, quasi il doppio rispetto a quanto messo da Exor nella Juve dal 2020. Sarà per questo motivo che la Grande Bellezza è soprattutto una grande ambizione.

“Tutti vogliamo andare in Champions, ma i Friedkin vogliono vincere il campionato”, ha detto domenica sera Ranieri. Il giorno prima Gasperini era stato categorico: “Nessuno può mettermi pressione, perché la Champions la voglio prima di tutto io”. Al netto delle sfumature dialettiche tra le parole pronunciate dal senior advisor e quelle dell’allenatore, è evidente la voglia di tutti di alzare l’asticella. La parola scudetto a Dan e Ryan fa gola e non paura. La vittoria della Conference nel 2022 e la finale di Europa League del 2023 vengono viste dalla proprietà come due vette dalle quali è stato possibile ammirare un panorama nuovo e per questa ragione attraente.


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L’anno di transizione di cui si è parlato “per non caricare di aspettative il nuovo tecnico” sancisce già il primo passo del piano triennale 2025/28 per la costruzione di un’altra Roma: giovane anagraficamente, sostenibile nelle spese e nel costo del lavoro, con uno stadio di proprietà, in grado di tornare a generare plusvalenze e, reinvestendo gli utili, capace di stabilizzarsi nell’élite del calcio internazionale. Così si spiegano i 200 milioni investiti sul mercato per i calciatori Under 24 nell’ultimo anno e mezzo. Il 2027, l’anno del centenario, dovrà segnare uno spartiacque: da una parte il ritorno e il consolidamento in Champions, dall’altra la volontà di competere fino in fondo anche per il titolo. Il Napoli che ha vinto due scudetti in tre anni coi bilanci in ordine è l’esempio che Dan ricorda spesso ai suoi uomini.

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