Gasperini poteva davvero diventare il nuovo allenatore della Juve? Storie e retroscena, per due volte il matrimonio è stato sfiorato | OneFootball

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·28 febbraio 2026

Gasperini poteva davvero diventare il nuovo allenatore della Juve? Storie e retroscena, per due volte il matrimonio è stato sfiorato

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Gasperini poteva diventare il nuovo allenatore della Juve? Storie e retroscena di quanto successo, per due volte il matrimonio è stato a un passo

«La Juventus è stata una palestra incredibile. Ho fatto dieci anni nel settore giovanile da ragazzo e poi altri dieci da allenatore del vivaio, oltre a cinque anni in Primavera. È stata una grandissima formazione per me…».

Le parole pronunciate da Gian Piero Gasperini nella conferenza stampa di vigilia di Roma-Juventus non sono le classiche dichiarazioni di circostanza. Sono la confessione sincera di un uomo il cui DNA calcistico è intriso di bianconero. Venticinque anni passati a “respirare” lo stile Juve, prima rincorrendo un pallone da ragazzino sognante e poi, in giacca a vento, a plasmare i campioni del domani (conquistando anche un memorabile Torneo di Viareggio nel 2003 con la Primavera). Eppure, il destino ha sempre giocato a nascondino quando si è trattato di affidargli le chiavi della Prima Squadra, trasformando il suo rapporto con la Vecchia Signora in una suggestiva tela di “sliding doors”.


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Il primo appuntamento mancato: il post-Calciopoli. La prima, vera occasione in cui il “Gasp” è stato a un millimetro dalla panchina della Juventus risale al burrascoso periodo post-2006. Con la squadra che si apprestava a tornare in Serie A dopo l’inferno della B e l’addio di Didier Deschamps, la dirigenza cercava un nocchiero per la rinascita. Gasperini, che nel frattempo stava incantando a Genova riportando il Grifone nel calcio che conta con un gioco spumeggiante, era il candidato ideale: conosceva l’ambiente, aveva fame ed esprimeva un calcio moderno. Alla fine, però, la società preferì virare sull’usato sicuro, affidando la panchina all’esperienza internazionale di Claudio Ranieri. Fu il primo grande treno passato e non fermatosi alla sua stazione.

La telefonata di Comolli: l’illusione della scorsa estate. Il filo rosso, però, non si è mai spezzato del tutto, riannodandosi clamorosamente pochi mesi fa. Nell’estate del 2025, nel pieno della rifondazione societaria e tecnica, il nome di Gasperini è tornato a rimbombare prepotentemente nei corridoi della Continassa. Per qualche giorno, il ritorno a casa del “figlio cresciuto nel vivaio” per guidare il nuovo ciclo è sembrato davvero a un passo.Come sappiamo, le strade si sono poi separate ancora una volta: la Juventus ha scelto di puntare su Tudor prima e poi su Luciano Spalletti, mentre Gasperini ha accettato la sfida rovente della piazza capitolina, dove sta compiendo un autentico miracolo sportivo.

Domani sera, sotto le luci dell’Olimpico, non sarà solo Roma contro Juventus. Sarà anche l’ennesimo incrocio tra il maestro cresciuto in quella “palestra incredibile” e il club che lo ha formato, un amore lungo una vita intera sfociato in due matrimoni sfiorati ma mai celebrati.

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