Milannews24
·5 gennaio 2026
Guidi parla così delle voci sull’interesse del Milan per Kim: «L’ostacolo è il suo stipendio, se il Bayern desse una mano…»

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·5 gennaio 2026

Il Milan è alla ricerca di un rinforzo di qualità assoluta per blindare il proprio reparto arretrato in vista della seconda parte di stagione. Secondo quanto analizzato dal giornalista Marco Guidi su La Gazzetta dello Sport, la dirigenza ha tracciato un profilo molto chiaro. L’obiettivo dichiarato è: «Trovare un centrale di livello internazionale che possa lasciare il suo attuale club in prestito, meglio se con un passato in Serie A.» In questo scenario, il nome che svetta su tutti è quello di Kim Min-jae, ex colonna del Napoli e oggi in forza al Bayern Monaco.
Il sudcoreano rappresenterebbe l’innesto ideale per l’assetto tattico di Massimiliano Allegri, garantendo esperienza, velocità e una conoscenza profonda del calcio italiano. Tuttavia, nonostante il giocatore possa vedere di buon occhio un ritorno in Italia, la trattativa appare tutt’altro che semplice. I tedeschi, infatti, non sembrano ancora pienamente convinti di privarsi del difensore e le barriere all’affare sono principalmente di natura economica.
Il principale ostacolo è rappresentato dalle cifre vertiginose del contratto del calciatore. Come sottolineato da Guidi: «Kim guadagna uno sproposito: 9 milioni di euro netti all’anno. Anche in prestito, servirebbe una mano dal Bayern per coprire il suo stipendio.» Questo monte ingaggi è decisamente fuori dai parametri del Milan, rendendo indispensabile un contributo parziale da parte del club bavarese per far quadrare i conti.
Al momento, la situazione viene definita come «molto complicata», poiché manca ancora l’apertura totale del Bayern Monaco alla formula del prestito. Il Milan resta comunque alla finestra, sperando che negli ultimi giorni di mercato i bavaresi possano ammorbidire la propria posizione. Portare a casa un calciatore del calibro di Kim significherebbe compiere un salto di qualità enorme, ma ad oggi il sogno rossonero deve scontrarsi con la dura realtà dei costi proibitivi dell’operazione.









































