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·15 settembre 2026

Juventus, Conte resta sullo sfondo: il ritorno può davvero diventare REALTÀ?

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Antonio Conte osserva la situazione della Juventus: il ritorno in bianconero non è vicino, ma potrebbe diventare un’eccezione.

Antonio Conte e la Juventus, una storia che sembra non essersi mai davvero conclusa. Dopo il doloroso addio dell’estate 2014, le strade si sono separate, ma il legame tra il tecnico e il mondo bianconero non si è mai spezzato del tutto. Ora, dopo il ko contro il Sassuolo, il nome di Conte torna a circolare sullo sfondo, mentre Luciano Spalletti finisce inevitabilmente sotto esame. Lo racconta La Gazzetta dello Sport.


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Conte, il ritorno alla Juve sarebbe un’eccezione

Conte non è un allenatore abituato a subentrare a stagione in corso. Nella sua carriera è successo soltanto tre volte: al Bari nel 2007, all’Atalanta nel 2009 e al Tottenham nel 2021.

La sua idea di calcio, costruita attraverso lavoro fisico, mentalità e disciplina, richiede normalmente di partire dal ritiro estivo. Non è un caso che nel 2023 abbia rifiutato la possibilità di prendere il posto di Rudi Garcia al Napoli, preferendo preparare con calma la stagione successiva.

Ma la Juventus rappresenterebbe qualcosa di diverso: per il club che ha rappresentato da giocatore e riportato allo Scudetto da allenatore, Conte potrebbe essere disposto a fare un’eccezione.

Al momento, però, si tratta soltanto di uno scenario. La società non ha infatti indicato la volontà di cambiare guida tecnica.

Spalletti non è ancora a rischio

La sconfitta di Reggio Emilia ha però aumentato la pressione su Spalletti. Dopo appena quattro giornate, la Juventus si trova già a cinque punti dalla vetta e la prestazione contro il Sassuolo ha lasciato più di un interrogativo.

L’amministratore delegato e direttore generale Giovanni Carnevali ha escluso, almeno per ora, l’ipotesi di un cambio in panchina.

Gazzetta dello Sport riporta infatti le sue parole a Radio Anch’io Sport: Non è nel mio spirito cambiare tecnico, ma la sconfitta di Reggio Emilia sia di insegnamento. Dobbiamo cercare di programmare e costruire, bisogna dare del tempo e avere pazienza, sapendo che bisognerà ingoiare bocconi amari”.

Il messaggio della società è quindi chiaro: Spalletti resta al suo posto, ma i risultati e soprattutto l’atteggiamento della squadra saranno decisivi per il futuro.

Il nodo economico del possibile ritorno

Oltre alla questione tecnica, ci sarebbe poi quella economica. Spalletti ha un contratto da oltre 5 milioni di euro netti a stagione fino al 2028, mentre l’ultimo accordo di Conte al Napoli si aggirava sugli 8 milioni più bonus.

Un eventuale esonero e il contemporaneo arrivo di Conte porterebbero la Juventus a sostenere oltre 13 milioni di euro di stipendi per i soli allenatori, senza considerare gli staff.

Per un club che punta al pareggio di bilancio nel 2028 e che, secondo Gazzetta, dovrebbe chiudere il 2026 con circa 60 milioni di euro di perdite, sarebbe una scelta tutt’altro che semplice.

La soluzione potrebbe essere un sacrificio dello stesso Conte, con un ingaggio iniziale più basso e magari un progetto destinato a partire definitivamente nell’estate 2027.

Conte osserva, la Juve deve reagire

Per ora, dunque, non c’è alcuna trattativa e il ritorno di Conte resta soltanto un’ipotesi legata a un eventuale precipitare della situazione.

La Juventus, però, ha davanti due appuntamenti importanti: l’esordio in Europa League contro il NEC e poi la sfida contro l’Atalanta. Saranno partite utili per capire se la caduta di Reggio Emilia rappresenterà soltanto un incidente di percorso o l’inizio di una crisi più profonda.

Perché certi amori possono anche fare giri immensi. Ma, prima di tornare, devono trovare il momento giusto.

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