Bologna Sport News
·27 settembre 2026
L’arrivo con tante aspettative e lo scarso minutaggio: Bologna aspetta di scoprire Amondarain

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·27 settembre 2026

Il centrocampista argentino classe 2005 deve ancora ambientarsi. Bologna spera di scoprire presto le sue qualità
È arrivato sotto i Portici con il peso leggero, ma non trascurabile, delle grandi aspettative. Amondarain, classe 2005, è una delle scommesse più intriganti dell’ultima estate del Bologna: un giovane talento argentino approdato in rossoblù in un ambiente che, negli ultimi anni, ha imparato a guardare con particolare attenzione verso il Sud America, forte delle felici intuizioni che hanno preceduto il suo arrivo. Un’eredità inevitabile, quasi una suggestione, che accompagna ogni nuovo talento proveniente da quelle terre dove il pallone sembra custodire, ancora più che altrove, la promessa di un futuro da protagonista.
Eppure, fin qui, il campo ha raccontato soltanto una parte della sua storia. Amondarain, centrocampista classe 2005 arrivato in estate dall’Estudiantes per 10 milioni più 1.76 di bonus e il 10% sulla plusvalenza in caso di futura rivendita, ha infatti raccolto ben pochi minuti.
Undici contro la Lazio, 18 con l’Atalanta e 66 nell’unica partita da titolare contro il Napoli: 95 minuti totali disputati, difatti una partita intera (recupero compreso). Ancora troppo poco per esprimere giudizi su un giocatore tutto da scoprire e che il Bologna aspetta con ansia.
È una porta ancora socchiusa, quella attraverso la quale Bologna aspetta di poterlo conoscere davvero. Perché ogni giovane talento porta con sé una promessa che soltanto il tempo e il campo possono confermare, e Amondarain, per ora, rimane sospeso proprio in quello spazio tra ciò che si immagina possa diventare e ciò che ancora non ha avuto modo di dimostrare.
L’auspicio è chiaramente quello di vedere presto all’opera in campo un giocatore in grado di cambiare le gerarchie del reparto, diventando presto incisivo in entrambi i lati del campo. Per il momento ogni giudizio resta però sospeso e l’attesa estenuante: a Palladino l’arduo compito di disegnare per il classe 2005 una posizione congeniale alle sue caratteristiche.







































