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·27 settembre 2026

Troppi infortuni in casa Bologna: fragilità fisica e dubbi sulla preparazione atletica

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Bologna alle prese con i troppi infortuni: tra fragilità fisica e i dubbi sulla preparazione atletica. L’approfondimento

Cinque giornate sono un battito di ciglia nel lungo respiro di una stagione, eppure possono bastare per far affiorare interrogativi che sarebbe imprudente ignorare. Il Bologna, a questo punto del campionato, si ritrova infatti a fare i conti con un’infermeria fin troppo affollata, quasi che il calendario abbia già presentato il suo conto più amaro. Gli infortuni (di El Azzouzi, Orsolini, Odgaard, Dovbyk, Holm e quello lieve di Bernardeschi), si sono moltiplicati con una frequenza che invita inevitabilmente a interrogarsi sulle ragioni di questa fragilità.


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Troppi infortuni in casa Bologna: le possibili cause

La chiave di lettura di questa problematica non è di certo banale e presenta diverse sfaccettature, motivo per cui le spiegazioni non possono andare in un’unica direzione. In primis c’è una componente individuale, soprattutto se si considera la storia clinica di alcuni calciatori.

In questa categoria rientrano sicuramente El Azzouzi, Holm e Dovbyk, calciatori storicamente e ciclicamente alle prese con noie muscolari e problemi fisici di varia entità. Tuttavia la loro storia non deve fornire alibi, nascondendo la polvere senza il tappeto. La sequela di infortuni dopo appena un mese alimenta dei dubbi sulla preparazione atletica svolta in estate. Degli interrogativi che sorgono agilmente anche vedendo le partite dei rossoblù, in evidente difficoltà tecnica ma anche atletica, come attestano i finali di partita in debito di ossigeno.

La conferma potrebbe averla fornita Palladino

Vanno in questa direzione le parole del tecnico Palladino nella conferenza di presentazione: “La condizione fisica è da ritrovare e i ragazzi lo sanno”.

Un annuncio che deve suonare come campanello d’allarme ma che potrebbe alimentare ulteriormente i dubbi sulla preparazione fisica svolta in estate. Cinque giornate sono poche per emettere verdetti, ma sufficienti per accendere una spia. E quella del Bologna, oggi, lampeggia proprio accanto alla porta dell’infermeria.

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