DirettaCalcioMercato
·3 ottobre 2026
Milan, senti Pato: “Per i rossoneri tornerei a giocare! Sul rapporto con Ancelotti e gli infortuni…”

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Alexandre Pato, ex Milan e Chelsea tra le altre, è intervenuto al Festival Dello Sport di Trento, intervistato da La Gazzetta dello Sport. Ecco le sue parole…
Le parole di Alexandre Pato, rilasciate al Festival Dello Sport di Trento e riprese da Gianluca Di Marzio.
Sull’approdo in Serie A: “Avevo diverse proposte, ma io volevo andare al Milan. Aveva vinto la Champions, c’erano tanti brasiliani, c’era Ronaldo. Era la squadra che usavo alla PlayStation, sceglievo il Milan e vinceo tutti i campionati. È stato davvero bello giocarci in quel periodo“.
Sui compagni brasiliani e il rapporto con Ancelotti: “Quando sono arrivato avevo 18 anni, ero solo un ragazzo. I brasiliani mi hanno aiutato molto. Ero spesso con la famiglia di Cafu, c’erano anche Kakà e Ronaldo. Mi è sempre stato molto vicino, siamo ancora in contatto, mi ha aiutato tanto. Uno dei gesti più belli avuti nella mia vita è stato quando mi ha preso per mano e portato davanti ai giocatori per presentarmi. I giocatori erano seduti e si alzarono per stringermi la mano. Questo dimostra il rispetto che avevano per Ancelotti. Sarà sempre nel mio cuore. In estate ero al Mondiale, spero che in questi 4 anni possa fare bene col Brasile“.
Sul Milan di oggi Pato ha detto: “Lo seguo sempre, sono ottimista sul fatto che possa tornare in alto. Ho parlato con Cardinale e lo vedo convinto e coinvolto. Non è facile perché nella testa dei tifosi c’è l’idea che si debba vincere subito. Non è semplice, ma sono sicuro che Cardinale troverà il modo di far tornare a vincere il Milan. Se il Milan mi chiamasse per sei mesi tornerei a giocare“.
Tra tutti gli ostacoli, però, i principali nella carriera di Pato sono stati quelli legati alle sue condizioni fisiche: “Gli infortuni hanno comportato periodi difficili. Da fuori dicevano che non avrei più giocato. Ho iniziato a dubitare del mio fisico. È stato importante parlare e confrontarsi con altre persone, dire come stavo, tirare fuori quello che avevo dentro“.
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