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·17 marzo 2026

Niente penalizzazioni al Chelsea: scoppia la rabbia degli altri club in Premier

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La decisione della Football Association e della Premier League di non comminare alcun punto di penalizzazione al Chelsea, in merito ai pagamenti nascosti in favore di alcuni agenti di calciatori durante l’era in cui il club era controllato da Roman Abramovich, sta portando un certo senso di rabbia e ingiustizia nelle altre società del massimo campionato inglese. A riportarlo è il Daily Mail.

Un sentimento sempre più crescente all’interno del campionato che ha portato diversi alti dirigenti di club a contattare direttamente il CEO della Premier Richard Masters e la presidente Alison Brittain per chiedere spiegazioni.


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Intanto, nel merito, si stanno muovendo anche i tifosi. Come quelli dell’Everton, che nel 2024 videro la propria squadra penalizzata di 10 punti (poi ridotti a 6) per violazioni del Fair Play Finanziario della Premier League che per poco non costò la retrocessione in Championship, pronti a una dura manifestazione di dissenso proprio in occasione della sfida di sabato contro il Chelsea.

Un sentimento di rabbia che pervade anche i tifosi di Nottingham Forest e Leicester, gli altri due club che nel recente passato hanno dovuto affrontare penalizzazioni in classifica per aver violato le norme economiche in vigore in Premier League. Ma non solo loro, infatti sono diverse le richieste di spiegazioni arrivate alla Premier League da parte di altri club inglesi.

Inoltre, dopo la denuncia della nuova proprietà del Chelsea, guidata dall’imprenditore Todd Boehly e dal fondo Clearlake Capital, si è scoperto che altri club, fra cui il Manchester United, hanno scelto di non procedere all’acquisto di Eden Hazard, accasatosi al Chelsea nel 2012, per la richiesta dei suoi procuratori di un pagamento nascosto di 5 milioni di sterline. Un affare condotto non in modo pulito dai Blues che fruttò al club londinese, oltre che sul campo visto il talento del belga, anche una maxi plusvalenza grazie alla cessione al Real Madrid nel 2019 per oltre 100 milioni di sterline.

Inoltre, nel periodo sotto indagine, dal 2011 al 2018, il Chelsea vinse per due volte la Premier League, altrettante FA Cup, ma anche in campo internazionale con una Champions e una Europa League. Quest’ultima con in panchina Maurizio Sarri. Ma il palmares dei Blues non è a rischio, visto che nel patto siglato con la FA, che ha definito le sanzioni fra cui una multa di oltre 10 milioni di sterline, non si fa alcun accenno a un possibile vantaggio sportivo sfruttando un metodo illegale. Inoltre, la Premier League ha invece lodato il club per la collaborazione e ha stabilito che, se i pagamenti fossero stati dichiarati, il Chelsea non avrebbe comunque violato le regole di profitto e sostenibilità.

Infine, a creare un clima di ingiustizia, si fa riferimento alla sentenza che portò alla penalizzazione dell’Everton in cui la Premier League sottolineò che «una multa finanziaria per un club con un proprietario ricco non è una sanzione sufficiente» e che «l’integrità dello sport richiede una sanzione sportiva sotto forma di detrazione punti». La proprietà del Chelsea, sicuramente, non è meno ricca di quella dell’Everton. Quando furono sanzionati i Toffees erano sotto il controllo di Farhad Moshiri, in trattativa per cedere il club con 777 Partners, prima che questa fallisse per le note vicende e la società fosse prelevata dal Friedkin Group, proprietari anche di Roma e Cannes.

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