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·5 settembre 2026

“Pulga” su Boca: «Non posso dire se sarei stato un idolo»

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Luis Miguel Rodríguez non ebbe bisogno di pensarci troppo durante il suo passaggio a La Noche de TyC Sports. Sottoposto al classico segmento del vero o falso, l’attaccante è stato categorico quando gli hanno chiesto se giocare nel club de La Ribera fosse stato il grande sogno della sua carriera: «Vero.» Tuttavia, al momento di chiedersi se sarebbe riuscito a conquistare il cuore della curva xeneize, l’attaccante ha preferito restare con i piedi per terra e ha risposto con la stessa sincerità: «Falso. Non posso attestare qualcosa che non è successo.»

Dietro quella forte rivelazione si nasconde una storia di assoluto riscatto. Da ragazzino di Simoca, Tucumán, che giocava scalzo per mancanza di scarpe da calcio e lavorava come muratore e imbianchino per aiutare una famiglia con nove fratelli, il «Pulga» si ritrovò a vivere la durezza dello sradicamento a 13 anni, quando partì da solo per l’Italia per unirsi all’Arezzo e finì abbandonato in una stazione ferroviaria, senza soldi, senza squadra e senza conoscere la lingua.


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Nonostante le avversità che per poco non lo spinsero ad abbandonare l’attività, è diventato una delle figure più rispettate e amate del calcio dell’interno del Paese. Nell’Atlético Tucumán ha segnato un’epoca d’oro nel corso di due primi cicli: ha disputato 325 partite, segnato 130 gol ed è diventato il secondo miglior marcatore della storia del club, alle spalle di SantiagoMichal. Con la maglia del Decano ha conquistato il Torneo Argentino A nel 2008 e la Primera B Nacional nelle edizioni 2009 e 2015, oltre alla storica finale della Copa Argentina 2016-17 e alla partecipazione alla Copa Libertadores 2018.

La sua mistica si trasferì poi al Colón, dove arrivò a 34 anni per lasciare un’eredità indelebile. Guidò il Sabalero alla sua prima finale internazionale nella Copa Sudamericana 2019 e, il 4 giugno 2021, trascinò la squadra alla conquista della Copa de la Liga Profesional, alzando il primo titolo ufficiale nei 116 anni di storia del club di Santa Fe dopo aver chiuso come capocannoniere del torneo. La sua lunga carriera avrebbe poi aggiunto esperienze al Gimnasia de La Plata, al Central Córdoba de Santiago del Estero e al Gimnasia de Jujuy, prima di sancire il suo terzo ritorno all’Atlético Tucumán nel 2024. Il coronamento a livello nazionale arrivò nel 2009 per mano di Diego Armando Maradona. Il fuoriclasse lo convocò nella Nazionale argentina per un’amichevole contro il Ghana, conclusa con una vittoria albiceleste per 2-0; quella sera il tucumano entrò in campo al 57° minuto al posto di Martín Palermo. Una carriera piena di gloria ed epica per un calciatore nato nei campetti di periferia a cui mancò soltanto indossare la maglia azul y oro.

Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇪🇸 qui.

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