Pagine Romaniste
·30 settembre 2026
Roma, De Roon si scalda: l’olandese è l’uomo in più

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·30 settembre 2026

La Roma punta anche sull’esperienza di Marten De Roon: il centrocampista olandese può dare equilibrio e qualità alla mediana di Gasperini.
A Bergamo Marten De Roon era soprannominato l’equilibratore, uno dei pochi a passare indenne dai quadrilateri fissi, con Freuler a sinistra, alla possibilità di scambiare posizione con il mediano o arretrare addirittura da difensore centrale. Per ora lo abbiamo visto poco, ma gli è bastata una mezz’ora contro il Torino per lasciar intendere cosa può regalare alla Roma.
Innanzitutto, tranquillità. De Roon è infatti uno che non perde mai la testa, va incontro al pallone, non si nasconde. È chiaro che non può più essere il ragazzino di dieci anni fa, quando, tornato dal Middlesbrough, faceva dell’intensità e dell’atletismo i suoi punti di forza. Ora è cambiato: è sempre un regista difensivo, ma certamente più di posizione, meno d’aggressione, e nel gioco delle figurine appare più il vice Cristante che uno nato per giocarci insieme.
Quello che è certo, però, è che, nella lettura degli spazi e dei duelli individuali, continua ad avere pochi rivali. Nell’immaginario popolare, a più di qualcuno ricorda quel fenomeno di Keita, arrivato (purtroppo) a Roma al crepuscolo della carriera, ma capace di regalare un paio di stagioni ad altissimo livello. Garcia prima e Spalletti poi avevano modi di giocare diversi, ma entrambi non potevano fare a meno del Professor Seydou.
E la sensazione è che, prima o poi, anche Gian Piero Gasperini faticherà a privarsi del Bublik con gli scarpini. Basta dare un’occhiata al calendario e vien da sé che sarà impossibile non ruotare i quattro della mediana nelle prossime nove partite, in poco meno di un mese. L’olandese, quindi, vuole farsi trovare pronto. E questa sosta anomala, che vede le squadre non giocare per tre settimane, in tal senso può aiutarlo.
Esperienza, personalità e conoscenza del sistema: è come se Gasperini si materializzasse in campo. Del resto, nove stagioni trascorse insieme all’Atalanta non potevano non costruire un legame tecnico (e umano) profondo. E i numeri aiutano a capire il motivo: senza tornare agli anni d’oro, soltanto nell’ultima stagione con il tecnico piemontese (2024/25), lo ha portato a essere, fonte Kickest, il quinto calciatore in tutto il campionato per palloni intercettati (50) e il quarto sia per palloni rubati (93) sia per tackle (73).
fonte: Il Messaggero







































