DirettaCalcioMercato
·17 settembre 2026
Sassuolo, Adzic: “Alla Juve forse meritavo più spazio. Messi idolo, sono un 8 o un 10”

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Adzic scatenato tra Sassuolo e mercato: “Alla Juve forse meritavo più spazio, ma qui è la scelta giusta”
Inizio di stagione da protagonista per Vasilije Adzic con la maglia del Sassuolo: 3 gol e 1 assist in sole 5 presenze. Il centrocampista montenegrino, di proprietà della Juventus, si è raccontato in un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, ripercorrendo le emozioni del gol segnato proprio contro i bianconeri il 13 settembre, la trattativa estiva con i neroverdi e i suoi progetti per il futuro. Adžić ha rievocato la vigilia della sfida contro il suo ex club e il retroscena sul breve colloquio avuto con il tecnico bianconero prima del fischio d’inizio.
“Aspettavo tanto questa partita. Un chiodo fisso, ci ho pensato ogni giorno. Non vedevo l’ora di giocarla per dimostrare le mie qualità contro uno dei club più grandi. Poi quando ho visto che era il 13 ho pensato a questa incredibile coincidenza. Sentivo che qualcosa era nell’aria… L’idea del gol mi girava dentro la testa. Sì, ci pensavo, quasi lo sentivo. Le stesse che ho provato in quel momento. Difficili da spiegare. Ancora è tutto strano. Con loro ho giocato per due anni. Io cerco sempre di andare al massimo indipendentemente da chi ho di fronte. Poi va beh… è stato qualcosa di speciale. Il gol l’ho rivisto una marea di volte e la notte praticamente non ho dormito. In genere si dorme poco quando si gioca di sera. Stavolta mettici l’adrenalina, l’emozione, sensazioni forti: notte quasi in bianco. Spalletti? Ci siamo incrociati prima della partita. Dopo aver salutato Aquilani, mi è venuto a cercare in panchina, gli sono andato incontro e mi ha fatto i complimenti per come ho cominciato la stagione. Un gesto che mi ha fatto un enorme piacere e per questo lo ringrazio.”
Il classe 2006 ha poi analizzato i motivi che lo hanno spinto ad accettare il prestito agli emiliani, ricordando anche i suoi precedenti allenatori a Torino e il fattore determinante nell’affare condotto dal DS Palmieri.
“La cosa fondamentale è giocare con continuità e al Sassuolo ho trovato la situazione giusta per questo sono contentissimo. Sento la fiducia di tutti e poi vedremo cosa succederà in futuro. Io vado al massimo ogni giorno. Forse alla Juve potevo giocare un po’ di più o almeno lo speravo. Forse lo meritavo anche, ma non sono decisioni che competono a me quindi va bene così. Alla Juventus ho fatto diverse buone partite, il percorso che sto facendo, la decisione di venire al Sassuolo per avere più spazio e poter così dimostrare il mio valore è stata la scelta più sensata. Ora intendo dare tutto per questo club. Il Sassuolo mi voleva già a gennaio. Poi mi hanno seguito anche in estate. C’è un dettaglio che ha fatto la differenza: il direttore Palmieri è venuto a Torino per parlarmi e fare una videochiamata con mister Aquilani che mi ha spiegato in maniera molto chiara il suo progetto e il ruolo che avrei avuto. A quel punto la scelta è stata facile. Devo dire che il gesto di Palmieri mi ha colpito, non è da tutti.
In chiusura, il giovane talento ha rivelato la sua fonte di ispirazione calcistica e il ricordo più bello vissuto finora con la propria famiglia:
“Da bambino, guardando Messi. È lui che mi ha fatto innamorare del calcio. La mia famiglia mi ha sempre sostenuto in questo percorso non facendomi mancare niente. Quando ho esordito con la Juve allo Stadium contro la Lazio i miei genitori erano in tribuna e hanno pianto di gioia. Lì ho capito di aver realizzato il mio sogno. Sono un 8 o un 10. Soprattutto un trequartista, lì mi trovo meglio, ma come dice Aquilani è il coraggio che fa il ruolo. Sono arrivato con Motta che mi ha testato in ritiro tenendomi poi con la prima squadra. Nella gestione Tudor ho giocato un po’ di più: mi ha lanciato come titolare e con lui ho segnato il primo gol. Entrambi mi hanno fatto crescere.”







































