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·2 ottobre 2026

Toro, Abate cambia ancora: una formazione diversa a partita

Immagine dell'articolo:Toro, Abate cambia ancora: una formazione diversa a partita

Il tecnico granata non ha ancora trovato un undici di riferimento: sei gare, soluzioni tattiche differenti e diversi cambiamenti anche negli uomini. Il recupero di Casadei e Comuzzo apre nuove possibilità in vista dell’Udinese

Se c'è una costante nel primo mese di Torino targato Ignazio Abate, è proprio l'assenza di una formazione definitiva.


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Tuttosport mette in fila le sei partite disputate finora dal Toro e fotografa una situazione evidente: Abate ha cambiato assetto e uomini praticamente a ogni appuntamento, adattando la squadra alle caratteristiche dei giocatori disponibili, agli infortuni e alle esigenze della partita.

Non si tratta soltanto di cambiare modulo. Anche quando il sistema di gioco è rimasto simile, sono cambiate le interpretazioni e diversi protagonisti dell'undici iniziale.

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DAL 3-4-2-1 AL 3-5-1-1

Il Torino ha iniziato la stagione con il 3-4-2-1 contro la Carrarese in Coppa Italia e contro il Milan in campionato.

Poi sono arrivate altre soluzioni.

Contro il Sassuolo Abate ha proposto il 3-5-2, contro il Monza il 3-4-1-2, mentre a Firenze il Torino ha giocato con il 3-5-1-1. Lo stesso sistema è stato utilizzato dall'inizio anche a Bologna.

Una sequenza che racconta bene la fase di costruzione attraversata dal Torino.

Abate non sembra intenzionato a legarsi a un solo sistema, ma sta cercando quello che può valorizzare meglio una rosa profondamente cambiata durante l'estate.

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LA DIFESA A QUATTRO RESTA UN'ALTERNATIVA

E non è finita qui.

La difesa a quattro è infatti una delle soluzioni sulle quali l'allenatore ha lavorato durante la sosta. Abate lo aveva detto chiaramente dopo Bologna: quando il Torino passa a quattro, secondo il tecnico, la squadra riesce ad avere qualcosa in più.

Le rimonte contro Fiorentina e Bologna hanno fornito indicazioni interessanti proprio in questo senso.

A Firenze il Toro ha chiuso con il 4-3-1-2, mentre a Bologna il secondo tempo è stato giocato con un 4-4-2 molto offensivo.

L'idea, quindi, non è necessariamente quella di abbandonare la difesa a tre, ma di costruire una squadra capace di cambiare pelle anche durante la stessa partita.

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ORA RIENTRANO ANCHE CASADEI E COMUZZO

La sosta permette inoltre ad Abate di recuperare giocatori che possono modificare ulteriormente le gerarchie.

Cesare Casadei ha superato il problema muscolare che lo aveva limitato nelle ultime settimane ed è nuovamente disponibile. Anche Pietro Comuzzo è tornato a disposizione dopo l'influenza che lo aveva costretto a saltare Bologna.

Due recuperi importanti, perché entrambi possono incidere sulla formazione iniziale.

E poi c'è Ricardo Rodríguez, reduce dagli impegni con la Svizzera e autore anche di un gol su punizione contro la Scozia.

ABATE CERCA LA QUADRA

Il dato delle sei formazioni diverse può essere letto in due modi.

Da una parte racconta un Torino ancora alla ricerca di certezze. Dall'altra evidenzia la volontà di Abate di non fossilizzarsi su un'unica soluzione e di sfruttare le caratteristiche dei giocatori a disposizione.

Il problema, però, è che prima o poi serviranno anche delle gerarchie.

Il Torino ha bisogno di sapere quali sono i suoi undici di riferimento, quali sono le alternative e quale sistema rappresenta davvero la base del progetto.

La sfida contro l'Udinese, dopo tre settimane di lavoro, potrà fornire una prima risposta.

Perché adesso Abate ha avuto tempo, recuperato giocatori e lavorato sulle diverse soluzioni. Il Toro che tornerà in campo dovrà cominciare a somigliare sempre più a una squadra con un'identità precisa.

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