Hellas Verona FC
·29 agosto 2025
Zanetti: "Non possiamo permetterci distrazioni, serviranno attenzione, umiltà e concentrazione" / VIDEO

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·29 agosto 2025
Verona - Le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Paolo Zanetti, rilasciate oggi all'antivigilia di Lazio-Hellas Verona, match valido per la 2a giornata di Serie A Enilive 2025/26, in programma domenica 31 agosto alle ore 20.45, allo stadio 'Olimpico' di Roma.
Mister, può raccontarci dei nuovi? Bella-Kotchap, Orban e il nuovo centrocampista Al-Musrati? "Al-Musrati non è ancora ufficiale, ma credo che siamo molto vicini. Tutti i nuovi arrivati sono funzionali al nostro progetto: hanno un buon background e vanno a colmare gli spazi lasciati dai giocatori che sono partiti. Cercavamo profili con esperienza in campionati di buon livello e penso che ci siamo riusciti. Sono arrivati 4-5 giocatori di spessore e di esperienza: alcuni reduci da infortuni, altri che hanno giocato poco. C’è qualcosa da sistemare, ma potenzialmente possono darci una grande mano. Per Orban è stata fatta una scelta mirata: ci mancava un po’ di velocità e di strappo. È affamato di gol, non ha grandi centimetri ma volevamo un giocatore specifico, diverso dai profili che avevamo già come Mosquera, Sarr e Giovane. Bella-Kotchap ha un potenziale fisico enorme: è alto, strutturato, ha 100 chili di muscoli. Viene da due anni di inattività ma, da giovane, era considerato un crack importante. Ha scelto l’Hellas per rilanciarsi, e questo per noi è un grande segnale. Al-Musrati è invece un giocatore di grande esperienza: è stato a lungo capitano del Braga, poi ha maturato esperienze al Besiktas e al Monaco. È un leader a centrocampo, sposa in pieno il nostro progetto e viene a colmare il vuoto lasciato da Duda, che era molto importante per l’equilibrio della squadra. Questi giocatori, insieme agli altri arrivi, devono diventare nuove colonne portanti del Verona. Adesso però arriva il momento di fare squadra".
Ora manca solo la ciliegina sulla torta che ha un nome e un cognome: Tommaso Baldanzi. Cosa ci può dire? "Preferirei non parlarne, perché è un giocatore che appartiene a un’altra squadra. La mia storia con Tommaso la conoscete tutti: se dovesse arrivare sarei molto contento, perché parliamo di un talento con grandi qualità, che ha bisogno di giocare per esprimersi al meglio. Posso dire che gradisce la destinazione: se si concretizzerà, ne saremo felici".
I nuovi giocatori sono già pronti per giocare? "Orban e Al-Musrati sono più avanti rispetto a Bella-Kotchap, che oltre a non aver giocato molto la scorsa stagione ha anche svolto una preparazione in cui è rimasto un po’ ai margini. Il suo primo obiettivo ora è rimettersi a posto fisicamente, poi si vedrà. Gli altri due hanno più minuti nelle gambe: per Orban c’è ancora una questione burocratica legata al visto, quindi valuteremo se potrà esserci già per la prossima partita. Al-Musrati invece si allenerà domani per la prima volta con la squadra. Direi che entrambi, a livello fisico, sono sullo stesso piano di Nelsson che ha giocato subito titolare contro l'Udinese".
Sulla fascia destra avete in mente di intervenire ancora sul mercato? Cham si è rivelato una bella sorpresa, mentre Belghali deve ancora strutturarsi... "Non lo so, è chiaro che non abbiamo margine per fare tutto e quindi bisogna fare delle scelte. Si può pensare di puntare su Cham e far crescere Belghali, che ha caratteristiche offensive di livello. A questo Club piace lavorare con i giovani, quindi è un ragionamento che stiamo facendo. Mancano ancora dei giorni alla fine del mercato e c’è una partita da preparare: stiamo valutando su cosa intervenire per rendere la rosa il più competitiva possibile".
Contro l’Udinese abbiamo visto un atteggiamento straordinario. Dopo la partita col Cerignola, con il mercato che non decollava e diversi infortuni, le aspettative erano basse, e invece è emersa una squadra con identità e umiltà. Oggi queste due qualità sembrano connaturate nel gruppo: i nuovi arrivati possono dare ancora di più lavorando su questa base? "Sicuramente, è una disamina perfetta. Sono contento degli arrivi, ma adesso ci attende una partita importantissima contro una grande squadra e non possiamo permetterci nemmeno un minuto di distrazione, altrimenti rischiamo di diventare presuntuosi. Non sono arrivati giocatori che vinceranno le partite da soli: hanno bisogno del contesto e della squadra. La cosa più importante è continuare a confermare queste caratteristiche dell’atteggiamento e dell’umiltà, aiutandoci in campo, rispettando le consegne, e sapendo cosa fare sia con la palla che senza. Non dobbiamo perdere la base mostrata a Udine, perché è quella che può portarci lontano. I nuovi devono inserirsi dentro questo binario, in un gruppo che sta lavorando per entrare nella giusta mentalità e che mi dimostra di credere in quello che chiedo. Le risposte, però, devono arrivare dal campo. Affrontiamo una grande squadra, quindi sarà una gara difficile: chiedo attenzione e concentrazione. Queste settimane di mercato sono importanti, ma non voglio che ci distolgano da ciò che conta davvero".
Oltre alla storia di Cham, c’è quella di Giovane. Sta continuando a stupirla? Quali progressi vede e cosa può dare ancora? "Non bisogna mettergli troppa pressione: arriva da un periodo di inattività, ma si allena molto bene, lavora tanto, ha voglia di crescere e di sorprendere, ed è onorato di indossare la maglia del Verona. Questo gli dà un margine di crescita che oggi non possiamo ancora definire. Tecnicamente è di livello alto, su questo non ci sono dubbi: la sua sfida ora è dare continuità. Dobbiamo concedergli tempo. È già partito da una base solida, ma voglio lasciarlo lavorare senza chiedergli di vincere da solo le partite: ha bisogno della squadra, così come la squadra ha bisogno di alzare la propria qualità mantenendo un concetto collettivo chiaro e forte. Solo così anche i singoli riescono a esprimersi al meglio. Fare il ragionamento contrario sarebbe un errore. Mi piace molto come si sta inserendo nel gruppo e come i compagni lo stanno accogliendo. È un giocatore forte, questo è fuori discussione: il nostro obiettivo è farglielo dimostrare in campo".
Quanto incide la continuità del lavoro fatto da un anno all’altro? Questa squadra è stata cambiata molto, ma si percepisce già una certa identità tattica e comportamentale: quanto rappresenta un vantaggio? "Un po' sì, anche se sto ancora conoscendo molti giocatori nuovi, c’è già sintonia. È molto chiaro cosa vogliamo fare: vogliamo giocatori che sposino l’Hellas, perché sanno bene cosa chiediamo. Venire qui deve essere una scelta consapevole e, quando un giocatore decide di arrivare, sa a cosa va incontro. Il vantaggio è che i giocatori rimasti mi aiutano a ridurre i tempi di inserimento dei nuovi, perché parlano e si confrontano tra di loro. I giocatori esperti aiutano a far capire il nostro impianto, il nostro modo di fare calcio, che non è solo mio ma anche del Direttore sportivo e di tutta l’area tecnica. Questo è il percorso per arrivare al nostro obiettivo: la salvezza. La linea di lavoro è dettata dal Club, in cui io sono completamente coinvolto, ma anche i giocatori devono esserlo. Abbiamo molti volti nuovi, quindi bisogna fare squadra in fretta perché c’è una partita da preparare. Serve tempo, ma dobbiamo ridurlo al minimo: da domani si lavora per bruciare le tappe perché dobbiamo cercare di prendere punti su tutti i campi".
La Lazio arriva ferita, mentre il Verona affronta la partita in condizioni morali differenti. Considerando che si tratta di un avversario durissimo, qual è lo stato della sua squadra e quali sono i recuperi? "Tutti i giocatori sono abili e a disposizione, dobbiamo solo valutare Yellu: ha recuperato, ma vedremo se sarà il caso di rischiarlo. Tutti gli altri saranno della partita, mentre per Orban dipenderà dal rientro. Al momento, la squadra non ha infortuni a parte i lungodegenti. Dobbiamo lavorare per aumentare la condizione fisica generale, perché il percorso è lungo. I crampi che si vedono all’inizio della stagione sono normali e, anzi, segnalano che c’è bisogno di continuare a lavorare molto sul piano fisico".
Il rinnovo di Montipò è finalmente ufficiale: quanto è importante per lei e per la squadra? "Sono molto contento, soprattutto per lui e per la squadra. Avere in porta un portiere concentrato e con la mente sgombra è fondamentale, perché è un ruolo determinante. Ho spinto affinché la situazione si risolvesse il prima possibile. Montipò poteva scegliere di andare altrove o di chiudere l’esperienza dopo un ciclo di quattro anni, invece ha deciso di continuare: questo testimonia il suo attaccamento ai colori, un esempio che deve trasmettere anche ai nuovi arrivati. L’obiettivo è sia il portiere che tutti conosciamo. Ho grande stima nei suoi confronti: lo scorso anno, quando non lo vedevo al massimo, lo stimolavo, quindi sono felice che ora ci siamo tolti questo pensiero".
Considerando il terzetto visto a Udine, anche per l'assenza di Ebosse, quanto è importante il recupero di Frese, anche pensando al calcio d’angolo che ha portato al gol di Serdar? La duttilità dei giocatori ora vi offre più scelte: quanto conta avere più opzioni? "I giocatori duttili sono molto importanti: Frese può giocare indistintamente come terzo o come quinto. In quella posizione abbiamo anche Valentini ed Ebosse, quindi siamo coperti. Ebosse è un giocatore di livello che ha recuperato, quindi ci sarà un ballottaggio da decidere in base alla partita. A Frese va dato grande merito".
Ci sono anche dei giocatori in uscita. Tenendo conto della polemica nata dal fatto che molti allenatori preferiscono non lavorare con il mercato ancora aperto, cosa ne pensa? "Sono abituato a queste situazioni: è normale che le società si tengano la possibilità di puntellare la rosa fino all’ultimo e di cogliere opportunità. Per noi non è del tutto negativo, anche se è più difficile per l’allenatore: se avessimo avuto la squadra completa già il 15 luglio, oggi saremmo più avanti. Sarebbe ideale che il mercato finisse prima, non a campionato iniziato, ma in generale il calcio va avanti lo stesso: lo abbiamo sempre fatto e non è qualcosa di impossibile, anche se non è la situazione ideale. Alla fine, non sono decisioni che spettano a noi".