Borghi svela il segreto di Lautaro Martinez: «Mai giocato col 9, rende grandi tutti i suoi compagni perchè…» | OneFootball

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·06 de fevereiro de 2026

Borghi svela il segreto di Lautaro Martinez: «Mai giocato col 9, rende grandi tutti i suoi compagni perchè…»

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Borghi, noto giornalista, ha esaltato Lautaro Martinez svelando il segreto che lo rende indispensabile per i nerazzurri

In un momento in cui l’Inter di Cristian Chivu si gode il primato a 55 punti, la riflessione si sposta sul leader carismatico e tecnico della squadra: Lautaro Martinez. Durante il programma “L’ascia raddoppia”, il giornalista Stefano Borghi ha analizzato l’evoluzione del capitano nerazzurro, sottolineando una caratteristica tattica quasi unica nel panorama mondiale.

Borghi esalta Lautaro Martinez: le dichiarazioni

Mentre col Torino in Coppa Italia Chivu si è affidato a Bonny e Thuram, le parole di Borghi accendono i riflettori sulla capacità del “Toro” di adattarsi a qualsiasi contesto tattico e umano.


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L’analisi di Stefano Borghi

Il giornalista ha tracciato un profilo di Lautaro che va oltre il semplice istinto del gol, evidenziando la sua natura di attaccante “associativo”:

  • L’attaccante da coppia: Borghi fa notare un dato particolarissimo: Lautaro non ha mai giocato come terminale unico o in una squadra che utilizzasse un classico numero 9. Fin dai tempi del Racing, ha sempre avuto un partner al suo fianco.
  • Camaleonte tattico: Nel suo percorso all’Inter, Lautaro ha cambiato tipologia di compagni — da Lukaku a Dzeko, fino a Thuram — riuscendo sempre a trovare la dinamica ideale. La sua grandezza sta nel “fare bene lui e far star bene il partner”.
  • Leader totale: Oltre all’aspetto tecnico, Borghi lo definisce un attaccante “incredibilmente totale” e un vero trascinatore, un capitano che sposta gli equilibri anche nella nazionale argentina, dove divide la scena con Julian Alvarez.

Il futuro e le nuove coppie

Questa capacità di Lautaro di esaltare chi gli sta vicino è la garanzia su cui poggia il futuro dell’attacco nerazzurro. Che si tratti della crescita dei giovani attuali o dell’eventuale arrivo di nuovi profili (come la suggestione Vlahovic per il 2026), il capitano resta il perno centrale. Chivu sa di avere in mano un “capitale” umano e tecnico che permette all’Inter di sognare lo scudetto.

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