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·09 de maio de 2026

Buffon ricorda: «Prima della finale col Barcellona scelsi di far parlare Tevez al mio posto»

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Buffon ricorda: «Prima della finale col Barcellona scelsi di far parlare Tevez al mio posto». Le dichiarazioni dell’ex portiere della Juve

Durante un’intervista rilasciata a Cronache di SpogliatoioGigi Buffon ha condiviso un inedito retroscena legato alla finale di Champions League del 2015 tra Juventus e Barcellona. L’ex capitano bianconero ha spiegato perché, in quell’occasione così solenne, decise di cedere la parola a Carlos Tevez, rinunciando al tradizionale discorso pre-partita che solitamente spettava a lui.

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Secondo Buffon, la scelta fu dettata dalla volontà di mettere il bene del gruppo davanti al proprio ruolo, con l’obiettivo di dare una spinta emotiva a un compagno che stava vivendo un momento fisico complicato:

«Poi siamo arrivati in finale di Champions League con Carlos e c’è un aneddoto che mi piace raccontare. Prima della finale di solito magari o facevo un discorso io o qualcuno di noi faceva un discorso, però sai prima della finale magari i ragazzi si aspettano che parli il capitano. E io mi ricordo che quel giorno lì dissi: ‘Ragazzi oggi parla Carlos’. Perché innanzitutto io sono stato uno che non sono mai stato invidioso e quindi è difficile trovare nel calcio gente che magari non voglia proteggere, ma non nel calcio in genera, il proprio orticello. Qualcuno può dire: ‘Sono il capitano, parlo io’».

Gigi prosegue: «Però siccome a me non me ne frega un ca…o ,io so già quanto valgo, i ragazzi lo sanno quanto sono valido per cui ho detto: ‘Secondo me in questa giornata deve parlare Carlos’, perché veniva da due o tre mesi nei quali non stava bene col ginocchio così per cui aveva fatto fatica, però si stava sacrificando per essere per la squadra e quindi secondo me era un modo un modo ulteriore per responsabilizzarlo, per farlo sentire dentro per il fatto che noi lo stimavamo, per il fatto che uno come me diceva: ‘No oggi parli te nella partita più importante’. E quindi questo ti fa capire cosa vuol dire secondo me giocare di squadra, non avere nessun tipo di invidia, ecco, avere fiducia l’uno con l’altro e mi ricordo fece un discorso bellissimo perché poi Carlos con questo tono di voce, il fatto che parlava quello spagnolo un po’ così, veramente fece un discorso bellissimo».

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