Calcionews24
·18 March 2026
Coppa d’Africa al Marocco? Che attacco a Infantino: «È il Trump del calcio africano!»

In partnership with
Yahoo sportsCalcionews24
·18 March 2026

Il calcio africano è travolto da uno scandalo senza precedenti. A due mesi di distanza dalla discussa finale della Coppa d’Africa 2026, la CAF (Confederation of African Football) ha deciso di stravolgere il verdetto, assegnando il trofeo a tavolino al Marocco. La motivazione risiede nell’abbandono del terreno di gioco da parte del Senegal durante l’atto conclusivo di gennaio, un’infrazione palese del regolamento. Tuttavia, le tempistiche surreali del provvedimento hanno scatenato un’ondata di indignazione, con figure di spicco come Samir Nasri e Claude Le Roy pronti a puntare il dito contro i vertici del calcio mondiale.
Ai microfoni di Canal+, l’ex stella dell’Arsenal Samir Nasri non ha usato mezzi termini per condannare la gestione della vicenda. «La CAF avrebbe potuto rilasciare una dichiarazione la sera stessa della partita, o al massimo il giorno dopo. In quel caso, tutti avrebbero capito», ha tuonato l’ex centrocampista francese di origini algerine. «Ma ora… Qual è la prossima mossa? Lo faranno nel 2035? Non ha assolutamente senso. I giocatori del Senegal sono tornati a casa con la coppa, hanno festeggiato. Cosa dovrebbero fare adesso? Tutto questo danneggia la credibilità della federazione africana. Di nuovo».
Ancora più pesanti le bordate lanciate da Claude Le Roy. Il 78enne allenatore, decano del calcio africano ed ex ct proprio del Senegal, è intervenuto a L’Equipe du Soir per smascherare quello che definisce un vero e proprio teatrino politico, attaccando il presidente della CAF, Patrice Motsepe, e il numero uno della FIFA, Gianni Infantino. «Non avrei mai pensato che la CAF potesse spingersi così lontano in questo teatro. Se guardo a come Motsepe guida questa federazione… È solo un fattorino di Gianni Infantino, che fin dall’inizio era intenzionato a consegnare questa Coppa d’Africa al Marocco».
Per Le Roy, ribaltare il risultato di una finale a distanza di sessanta giorni è un atto inaccettabile, che nasconde dinamiche di potere ben più oscure. «Infantino si comporta come il Trump del calcio africano, pensa di potersi permettere qualsiasi cosa in Africa», ha concluso amaramente l’esperto tecnico transalpino, lanciando accuse durissime sui retroscena della decisione: «Ci sarebbero stati ogni sorta di affari loschi e accordi segreti pur di incoronare il Marocco campione».









































