Udinese, Zaniolo si apre: “Non ho saputo gestire la pressione! Non sono un bad boy, e la Fiorentina…” | OneFootball

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·12 marzo 2026

Udinese, Zaniolo si apre: “Non ho saputo gestire la pressione! Non sono un bad boy, e la Fiorentina…”

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Nicolò Zaniolo è tornato a brillare con la maglia dell’Udinese, ma a soli 26 anni i capitoli della sua carriera sono già molti. Li ha rivissuti in un’intervista a La Gazzetta dello Sport.

In una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, Nicolò Zaniolo si mette a nudo, ripercorrendo i momenti più bui e la faticosa risalita che oggi lo vede protagonista con la maglia dell’Udinese. Tornato in Serie A lo scorso settembre dopo le parentesi con Galatasaray, Atalanta e Fiorentina, il talento classe ’99 sembra aver trovato in Friuli la serenità necessaria per scacciare i fantasmi del passato.


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Il calvario fisico e il rimpianto Fiorentina: Zaniolo torna a parlare

La carriera di Zaniolo è stata una corsa a ostacoli, segnata indelebilmente da infortuni che avrebbero spezzato chiunque. “È stata dura,” confessa il numero 10 bianconero, ricordando le due operazioni ai legamenti crociati e la recente rottura del metatarso che ne ha condizionato l’avvio a Bergamo. Nicolò non cerca scuse, ma analizza con lucidità i rimpianti legati alle esperienze con Atalanta e Fiorentina: “A Bergamo partii indietro per il metatarso. E non riuscivo a dare quello che voleva Gasperini. Ho fatto fatica. Alla Fiorentina mi aspettavo andasse diversamente, ho più rimpianti per la Viola”. 

Dalle “ragazzate” alla maturità: la rinascita di Zaniolo

Zaniolo affronta anche il tema della sua immagine pubblica, spesso associata a quella di un bad boy. Con l’onestà di chi è cresciuto, ammette gli errori di gioventù condivisi con l’amico Moise Kean: ritardi e atteggiamenti leggeri che oggi guarda con distacco. “Siamo esempi per i bambini, ho capito che bisogna dare segnali positivi” spiega, sottolineando come la gestione della fama improvvisa sia stata una sfida più grande della sua età di allora. Non ho saputo gestire il momento dopo l’esordio in Champions e la doppietta al Porto. Dovevo tenere i piedi per terra“. 

Oggi, con i piedi ben piantati a terra e un cartellino che l’Udinese potrà riscattare per 10 milioni di euro, Nicolò guarda al futuro con un obiettivo chiaro: il Mondiale 2026. Sa che la convocazione di Gattuso passa necessariamente dalle prestazioni in Friuli, e la grinta mostrata nelle ultime uscite suggerisce che Zaniolo sia finalmente pronto per tornare a vestire azzurro.

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